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Piano Casa, in Abruzzo la proroga fino al 31 dicembre 2017

Sebbene sembrassero giunte al termine le numerose proroghe del Piano Casa in Abruzzo, grazie all’approvazione della Legge di Stabilità Regionale 2017, slitta il termine di presentazione delle istanze al 31 dicembre 2017.

La suddetta proroga è contenuta all’interno della Delibera Legislativa n.85/3 del 22/12/2016:

– Proroga dei termini previsti da disposizioni legislative, disposizioni in materia sanitaria e ulteriori disposizioni urgenti; per la precisione, all’art. 1, comma 1, si riporta: Al comma 4 dell’art. 11 della Legge Regionale 19 agosto 2009, n.16 (intervento regionale a favore del settore edilizio) le parole “31 dicembre 2016” sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2017”. –

Dunque si è prorogato di un anno un Piano che ha sempre come obiettivo di base il rilancio dell’edilizia attraverso interventi che migliorino la qualità architettonica, energetica e abitativa usufruendo del patrimonio edilizio esistente, senza ulteriore consumo del territorio.

Piano Casa: I Contenuti

Il Piano Casa permette di andare in deroga alle previsioni dei singoli regolamenti e strumenti urbanistici comunali, provinciali e regionali.

Gli interventi consentiti sono quelli di ampliamento, demolizione e ricostruzione degli immobili la cui superficie che ha destinazione d’uso residenziale sia pari o superiore al 50% e che siano stati realizzati anteriormente il 31 marzo 2009.

Detto ciò occorre fare alcune precisazioni poiché tali interventi non possono essere apportati su immobili privi di titolo abilitativo (es. Licenza Edilizia, Permesso di Costruire, ecc.) o difformi da esso, quindi abusivi.

Inoltre, non si può intervenire su immobili dal valore storico, culturale o architettonico o su edifici che ricadano in aree di particolare tutela quali: aree inedificabili, aree vincolate dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, Aree destinte a parchi e riserve nazionali e regionali.

Piano Casa: INTERVENTI DI AMPLIAMENTO

Si analizza di seguito il primo caso contemplato dal Piano Casa: l’intervento di ampliamento.

Nel caso si voglia perseguire tale strada bisogna tener conto che il progetto di ampliamento deve essere eseguito in coerenza architettonica e progettuale ed in contiguità con il fabbricato oggetto dell’intervento.

A livello dimensionale bisogna guardare ai limiti massimi imposti dalla norma (art.4):

  • 20% della superficie esistente;

  • Non oltre i 200mc;

  • Per edifici di modesta entità è consentito un ampliamento di almeno 9mq.

Ultima precisazione è da farsi sugli edifici ricadenti in zone rischio sismico 1 e 2 i quali debbono obbligatoriamente essere dotati di certificazione antisismica in mancanza della quale l’intero immobile dovrà essere adeguato alla normativa.

Piano Casa: INTERVENTI DI DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE

La seconda posssibilità del Piano Casa prevede la totale demolizione e ricostruzione del manufatto con un ampliamento massimo del 35% della superficiie esistente a condizione che si usi un metodo di progettazione bioclimastica e che l’immobile ultimato raggiunga lameno la classe energetica B.

L’area di sedime del nuovo fabbricato può anche essere diversa dalla precedente ma è da tenere in considerazione distanze e altezze per le quali si rimanda a norme statali e alle Norme Tecniche di Attuazione dei singoli Comuni.

Essendo il Piano Casa finalizzato anche alla riqualificazione dell’esistente, i Comuni possono individuare le aree occupate dai immobili soggetti a demolizione e ricostruzione, e che possono essere cedute gratuitamente al patrimonio comunale, che ne prevederà sistemazione a verde, a parcheggi o ad altre opere di urbanizzazione primaria. Il questo caso il cedente area si avvarrà di un ulteriore premio pari al 30% della superficie utile del fabbricato demolito ad un’ unica condizione: il nuovo immobile dovrà risultare almeno di classe energetica B.

Piano Casa: ITER PROCEDURALE

Gli interventi previsti dal Piano Casa saranno soggetti ad Oneri di Urbanizzazione da corrispondere in misura doppia e a Costo di Costruzione commisurato all’incremento realizzato e ridotti del 50% se trattasi di prima casa. I singoli Comuni possono adottare ulteriori riduzioni se si usano tecniche di bioedilizia o si riqualifica un’ area particolarmente degradata.

Per quanto riguarda l’iter burocratico, gli interventi visti sono disciplinati dal D.P.R. 380/2001 e sue successive modifiche ed integrazioni.

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